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Critical Mass

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Alla fine del mese ultimo scorso si è svolta a Roma una grande manifestazione, la Critical Mass (massa critica). È una forma di protesta civile, non violenta quanto devastante allo stesso tempo. Ci si da appuntamento in un luogo della città, e da li si va tutti in bicicletta da qualche parte, mantenendo il groppone compatto e seminando stupore, qualche volta ira, nei malcapitati automobilisti che si imbattono nel vastissimo sciame di ciclisti che invade la città.

La protesta è contro il traffico, e promuove la bicicletta come mezzo alternativo per evitare i puntuali intasamenti che si verificano nella metropoli ogni santo giorno. Non è una protesta contro gli automobilisti, considerati vittime di un sistema che ormai ti impone di pensarla in una maniera e in una sola. Siamo arrivati al punto che è normale che certe strade siano egemonizzate dalle auto almeno per quattro ore al dì (l’80% delle quali con il guidatore unico a bordo) , ma tutti si incazzano quando ad esercitare il diritto di libera circolazione sono anche le biciclette in grande numero (e in grande spolvero).

Ma ne avete sentito parlare al telegiornale di questi seimila (6000) ciclisti che hanno bloccato anche la sopraelevata della tangenziale est per più di mezzora ed hanno regalato un po di aria pura a strade perennemente intossicate? Ovvio che no! Uno dei fili, forse il più robusto, che muovono il burattino della cosiddetta informazione è quello delle compagnie petrolifere, le quali, per rimanere in tema, oliano giornali (anzi ne possiedono parecchi), e soprattutto partiti per farsi fare le leggi che più li aggradano.

Ecco perché quando 4 operai di una fabbrica bloccano un’autostrada la notizia esce subito e quando in varie città italiane vi sono manifestazioni come l’ultima scorsa che potrebbero seriamente invogliare molte persone ad usare la bicicletta (se non sempre, spesso) al telegiornale non esce nulla. Cittadini più consapevoli, che scoprono di essere meno dipendenti di quanto credano da auto e petrolio possono fare e fanno paura, i media in questo caso applicano la regola evergreen, non se ne parla,non si vede, quindi non esiste. Purtroppo in questi casi sembra davvero di essere figli di un dio minore, non abbiamo la fortuna di Belen che sfascia la casa di Corona e finisce subito sul tg (grande notizia di pubblica rilevanza).

Riccardo

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Lettera anonima a Berlusconi: “ecco perchè non la amo”

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Gira da un po’ di tempo sul web una lettera anonima indirizzata al Presidente del Consiglio. Rintracciarne l’autore e la data in cui è stata lanciata nel  mare magnum telematico è impresa difficile, che inevitabilmente si complicherà con il passare del tempo e il relativo moltiplicarsi delle “condivisioni”.

Fin qui nulla di originale: dalle famigerate “catene di S. Antonio” che da anni intasano le nostre caselle e-mail ai “link+ belli da condividere” su Facebook, abbiamo ormai fatto il callo a questo genere di messaggi virali, per lo più caratterizzati da toni qualunquistici e contenuto scarso.

Bene, stavolta c’è da ricredersi, e in modo radicale: la lettera in questione è una piccola perla, per stile e forza comunicativa. Nessun proclama pseudo-politico, nessuna strizzata d’occhio agli elettori di questo o quel partito, nessun ricorso ad epiteti satirici “riciclati” dal giornalista-popstar del momento.

Al polo opposto di un certo anti-berlusconismo un po’ becero, plasmato su logiche verbali populiste affini a quelle del premier, e di un partito d’opposizione ogni giorno più incapace di parlare ai suoi elettori, si trova questo testo: un’analisi lucidissima quanto sdegnata delle ragioni per “non amare” Silvio Berlusconi, espressa tramite un linguaggio semplice ma colto, diretto e mai banale.

Insomma, un discorso che non parla alla “pancia” del lettore ma al suo intelletto.

Sono serio nel dire che questo dovrebbe diventare il nuovo manifesto dell’Opposizione tutta.

Signor Presidente,
Lei si è chiesto ed ha chiesto ai suoi più stretti collaboratori:”perchè mi odiano?”
Io sono un signor nessuno, uno dei sessanta milioni di italiani senza volto e senza nome, buoni solo per comparire come unità statistiche nelle rilevazioni demografiche. Comunque, visto che lei ha fatto una domanda, per quello che conta il mio parere, vorrei risponderle. Io sono tra quelli che la odiano, nel senso che non la amano.
Intendiamoci: trovo l’odio un sentimento disdicevole. Ho ricevuto un’educazione cristiana, sebbene l’abbia rinnegata; però certi valori mi sono rimasti dentro. Nella mia vita ho cercato di essere sempre dalla parte dei deboli e di trovare mille attenuanti per chi ha sbagliato. Eppure nei suoi confronti provo un “non amore” irrefrenabile.
Stia tranquillo, sono un uomo di pace: faccio fatica anche ad ammazzare le mosche; perciò il mio odio non si tradurrà in altro che in un desolato isolamento. Scuoto la testa e da lei traggo insegnamento, per me e per i miei figli, di quanto non sia esempio da imitare.
Lei non conosce me, ma io conosco lei, dai tempi in cui era un oscuro costruttore edile quando, sindaco Carlo Sangalli (ora Presidente della Camera di Commercio di Milano) fondò l’Edilnord e iniziò a costruire a Brugherio. Ricordo le sue liti con la civica amministrazione di quella città per gli abusi edilizi e come, già allora, avesse il vezzo di ottenere con la prepotenza quello che non avrebbe potuto ottenere secondo la legge. Poi l’ho seguita nella sua avventura con Telealtomilanese e ancora con l’avvio delle Sue reti televisive. Ricordo la legge Mammì, ricordo Craxi (che ho conosciuto di persona) e gli indebiti favori che ella ha ricevuto e ricambiato con sostanziose tangenti.
Devo dire che la Sua, non fosse una figura moralmente indecente, sarebbe da ammirare per la genialità: non ha sbagliato nulla. E’ partito con una piccola impresa, a debiti e con finanziamenti di cui lei non ha mai bene rendicontato, ed ha costruito un impero, con fredda logica e con assoluta lungimiranza. Lei dice che è entrato in politica nel 1994; non è vero. Lei ha preparato il terreno molto, molto prima. Lo ha fatto comprando il Milan, con le sue televisioni.
Più che merci lei ha comprato coscienze. Lei ha compreso molto bene cosa sia il marketing e quali siano le tecniche di vendita. Non fa mai nulla che non abbia un riscontro positivo nei sondaggi.
Per lei non ha valore morale quello che fa: ella non è il “Principe”; ha un disegno preciso, che coincide col suo interesse personale. Però ha capito molto bene che, per avere consenso, deve azionare delle “leve”, che corrispondono ai processi di immedesimazione e di emulazione.
Lei ha trasformato un perdente in un vincitore, un debole in un forte, un povero in un ricco; e questo è il suo autentico miracolo. Tutto nella finzione, ovviamente.
Però, e anche questo è un Suo “merito”, Lei ha saputo rendere labile il confine tra realtà e finzione. Lei è “nudo”, come quel famoso Re; eppure lo stuolo di cortigiani e di folle osannanti che la seguono sono pronti a giurare che lei sia bello, invincibile, munifico.
Dal Principe di Machiavelli ha sicuramente imparato una cosa: il fine giustifica i mezzi; ecco perchè non è mai andato per il sottile. Per lei lo Stato è un’azienda, la cultura un optional, la povertà un “inconveniente” come arditamente l’ha definita.
Lei ha capito bene, come il Mefistofele, che “la moneta cattiva scaccia quella buona” e, più ancora, che se getta a terra una manciata di monete la gente si accapiglierà per raccoglierle.
Lei, da perfetto populista si appella al popolo perchè ratifichi le sue scelte. Ma cos’è il popolo, chi è il popolo? E’ forse un monolite che, unum corde, prende decisioni all’unisono? No, lei lo sa benissimo, perchè è contornato da statistici, che il popolo non esiste se non come somma di tante unità che compongono l’insieme.
Lei sa che si compone e si scompone in continuazione e perciò ha bisogno di suggestioni in cui riconoscersi. Il popolo è:
* quello che pochi giorni prima gridava “Osanna al figlio di David” e , poco dopo urlava a Pilato: “Libera Barabba”.
* quello che sotto il balcone di Palazzo Venezia urlava in delirio per il Duce che annunciava la dichiarazione di guerra alla Francia e poi, dopo vent’anni sputacchiava il cadavere del duce nella polvere, prima che fosse appeso a un distributore di benzina.
* quello che al nord odia i “terroni” e al sud odia i “polentoni”;
* quello che si divide negli stadi, che si divide su tutto, che perde le staffe quando è in coda, quello che cerca di non pagare le tasse e, potendo, porta i denari all’estero.
Lei ha saputo trarre il peggio da questo popolo e ha fatto leva sui suoi peggiori istinti. Ha contribuito grandemente ad affossare la nostra cultura a fare di questo paese, una volta perla della civiltà, patria della pittura, della scultura, della musica, un paese a rimorchio della peggiore cultura altrui.
Le soap opera, i programmi violenti e dozzinali che le sue televisioni somministrano al popolo, hanno contribuito grandemente a distruggere quel patrimonio di saperi che hanno fatto dell’Italia uno dei paesi più ammirati nella storia della civiltà.
*Lei ci ha lasciato il cafonal, l’idea che bisogna a tutti costi primeggiare, essere vincenti.
*Ha convinto i poveri e gli stolti che la fortuna può “baciare tutti” e che i cieli siano sempre azzurri: basta solo essere ottimisti.
* Ha definito la politica un teatrino, cancellando, con questo giudizio, secoli di civiltà ereditati dall’ellenismo, dal continuo interrogarsi dell’uomo sulla società, sui suoi poteri e limiti in rapporto ai diritti dell’individuo.
* Si è preso burla della civiltà giuridica, ha definito i giudici “persone mentalmente disturbate”. Ha spiegato a milioni di italiani che è meglio “avere” che “essere”.
* Ha insegnato che non serve rispettare le regole; anzi: se queste non corrispondono ai tuoi personali disegni fai in modo di cambiarle.
* La Casa di tutti l’ha trasformata nella casa dei vincitori, a qualsiasi costo e a qualsiasi prezzo, anche quello della indecenza.
* Ha insegnato agli italiani che la corruzione, il rampantismo, lo sgomitare per farsi largo sono la via giusta per affermarsi e che il diritto e la ragione sono solo armi per i deboli. Vae victis.
Ecco perchè non la amo signor Presidente, perchè lei è l’opposto di tutti quei valori in cui credo, che sono l’onestà, la sussidiarietà, la solidarietà, l’altruismo, la compassione, la valorizzazione dei saperi, delle bellezze naturali e artistiche di questo grande e meraviglioso paese. Non credo nel demonio Signor Presidente, ma se esistesse avrebbe il suo volto.
Detto questo provo pena per lei che è stato colpito nel fisico da un atto sconsiderato.
Io, da perfetta nullità, ho solo un’arma per poterLa colpire: il voto.
Purtroppo subirò il suo potere, indifeso come sono d’innanzi alla sua forza devastatrice. Ma me lo consenta: di quello che lei fa, non c’è nulla di fatto in nome mio.
Con disistima

Roba dell’altro mondo

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Che il modello della democrazia autoritaria si diffonda lentamente in tutto il mondo è sotto gli occhi di tutti, qualcuno dice che il capostipite sia stato il duo Berlusconi-Gelli, chi vede nel suo principale interprete Putin o Chavez, e chi non sa come collocare Ahmadinejad, ma pare comunque che l’antidoto sia sempre più difficile da trovare. È altrettanto chiaro però che tale modello attecchisca in maniera differente e che certi popoli reagiscano meglio e si oppongano all’inabissamento.

Lee MyungBak presidente sudcoreano che ha introdotto un modello di campagna elettorale basato su veleni e fango nella penisola dirimpettaia al Giappone, e che si è distinto per legami non sempre limpidi col mondo dell’imprenditoria ed inoltre, chiaramente, vicino al nostro premier, viene accusato da molti di voler seguire la strada tracciata dal nuovo asse Italia-Russia.

L’ultimo intervento in ordine temporale è stato quello di criticare duramente una trasmissione di inchiesta giornalistica della tv pubblica, tipo Report per intenderci, che aveva trasmesso un video denuncia molto forte sulla diffusione della corruzione giudiziaria. Ma mente noi siamo ormai abituati a sentire il governo che se la pende coi giornalisti invece che coi delinquenti, da loro la cosa non è piaciuta affatto.

I coreani sono famosi per animare scioperi e manifestazioni molto forti ed efficaci che spesso sfociano anche in scontri cruenti, ma la reazione dei dipendenti della televisione KBS è stata qualcosa che per noi è impossibile anche da sognare: tutti i direttori di tutte le trasmissioni hanno incrociato le braccia azzerando letteralmente il palinsesto per più di un mese, arrecando un danno economico incalcolabile che ha sensibilizzato le “coscienze” degli amministratori di nomina politica.

Altro che “Santoro se lo è meritato” o silenzi su gli attacchi a “parla con me” e “Report”; mi chiedo quale possa essere il modo per far scattare quella molla che faccia intuire che, parafrasando un famoso pensiero, quello che oggi di brutto succede a chi mi sta poco simpatico domani potrebbe succedere a me e non ci sarà più nessuno a protestare.

Enzo

Precisazioni ed aggiornamento: L’emittente televisiva in questione non è la pubblica KBS ma la società “partecipata” MBC che comunque ha un presidente nominato dal presidente della repubblica, capo dell’esecutivo. Lo sciopero è stato una reazione alle continue interferenze del prsidente esecutivo sui programmi, interferenze stranamente in linea coni desiderata del partito al governo e culminate nel tentativo di censura preventiva dell’inchiesta sulla corruzione giudiziaria. La mobilitazione si è conclusa venerdì scorso, dopo 39 giorni, ma le trasmissioni riprenderanno gradualmente durante questa settimana.


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Lettere dalla libertà

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Come sapete sono un noto berlusconiano, e da bravo mi sono iscritto alla newsletter del sito forzasilvio.it. Quindi ligio al dovere ve la rigiro.

“La semina di violenza ha dato il suo frutto stasera a Milano.
Il fatto che chi ha colpito Berlusconi sia a quanto sembra uno squilibrato aggrava le colpe di quanti da aprile hanno lanciato una campagna di demonizzazione senza precedenti in questi 15 anni. Loro hanno armato la mano che ha colpito.

Manda un messaggio di solidarieta’ al nostro presidente, commentando qui. Glielo farò avere. Passa la voce anche ai tuoi amici.”

E la commento. La semina di violenza da parte di chi? non ricordo Di Pietro o Travaglio che definiscono qualcuno antropologicamente diverso, da recuperare alle società o di scendere a Roma con 20000 fucili. Ora giocare a chi ha iniziato prima non ha senso, ma strumentalizzare l’accaduto per denigrare e reprimere è sicuramente diabolico. Vedremo cosa succederà nei prossimi incontri del blog.

Francamente non riesco a capire in che modo il fatto che sia stato uno squilibrato possa aggravare la cosa, mi sembra una frase messa per caricare la frase precedente e quella successiva priva di un reale significato.

Penso che per aprile si riferisca alle candidature di veline alle europee, discussione che come è noto a chi segue internet ha acceso il giornale vicino a Fini. Frecciatina all’alleato ormai rientrato all’ovile o frase, questa si, scritta per additare i soliti comunisti in maniera gratuita?

Intanto vi posto il video che abbiamo fato in occasione del no B-day del 5 dicembre per dimostrarvi quanto siamo violenti.

Enzo

Ps: ditemi se vi piace la nuova introduzione e la striscia per i nomi in basso.

Roberto Cuordimaroni

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Alla corte italica ormai c’è confusione totale, nessuno sa più cosa fa il governo, cosa il parlamento e cosa l’opposizione: sono tutti scribacchini, passacarte, nessuno pensa nulla e guai a chi ci prova. Comandano in tre insieme con l’ombra occulta dell’impresa mafiosa che produce una grossa percentuale del PIL. Tanto che oggi un ministro della repubblica (uno dei capi dell’esecutivo, mica l’ultimo arrivato) non può permettersi di fare una affermazione, una volta tanto, di buonsenso, persino ovvia. -Se l’opposizione propone qualcosa di condivisibile come l’aumento dei fondi per la sicurezza, la lega voterà a favore.

In un istante interviene il capo – la lega fa quello che dico io ed in accordo con Berlusconi-. Povero ministro coraggioso, zittito subito per una cosa innocua. Povero ministro coraggioso, ci sono voluti migliaia di poliziotti in piazza per farti dire un’ovvietà. In 18 mesi che hai fatto a tal proposito? Nulla, solo propaganda fallimentare sulle ronde, senza tirare fuori un centesimo sulla vera sicurezza, che immagino non uscirà neanche in seguito. Il ministro coraggioso aspetta che sia l’opposizione a fare una proposta del genere, mentre le caviglie dei poliziotti sono sempre meno carnose da mordere, anche se Brunetta dice il contrario… questione di punti di vista.

Enzo

Ennio- Confusione

PS: Tempo permettendo martedì organiziamo una passeggiata con telecamera al centro, tenete d’occhio il gruppo FB.

Ultimo minuto

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I blog sono in crisi. Lo sono quelli molto più grandi e quelli meno grandi che hanno continuato ad essere attivi in questo mese. Figuratevi noi dopo un periodo di inattività ricominciare a queste condizioni. L’uscita de Il Fatto è stata un colpo non indifferente. Pensate a qualcuno con l’Hobby del giardinaggio, è come se ogni mattina appena svegli, con le migliori intenzioni di darsi da fare, aperta la finestra vede 20 giardinieri professionisti che hanno fatto tutto il lavoro al posto suo molto meglio di come lo avrebbe fatto lui… sulle prime può essere comodo, ma poi…

Molti hanno già cambiato il tiro, io sto ancora cercando di capire dove puntare, oggi provo con l’attualità: Appello Mills. In molti hanno notato la rapidità della sentenza di primo grado, informandomi meglio ho visto che si collocava nella media dei processi penali, quindi niente di strano. Nulla di anormale neanche per la sentenza di secondo grado arrivata oggi in poche settimane, bisognava semplicemente riesaminare le carte. Ma vorrei fare una illazione, forse influenzato dal clima complottistico di questo inizio settimana, con Marrazzo ricattato e sputtanato nello stesso tempo dal papi (fermo restando tutto quello che Marco Travaglio ha scritto in questi giorni, il governatore è indifendibile). Possibile che gli avvocati di Mills, consigliati da chi di condanne ne ha evitate a decine, con tutti i loro trucchi non siano riusciti a far riaprire il dibattimento, portando le cose per le lunghe, presentare 1000 testimoni, dal fruttivendolo al macellaio, ed arrivare alla prescrizione? Non vorrei fare troppo il dietrologo ma, si può pensare che abbiano predisposto le cose per far annullare il processo dalla cassazione ed avere un nuovo processo d’appello per arrivare comodamente alla prescrizione?

Dopotutto l’onorevole Avvocato Ghedini lo ha detto oggi al Corriere: -Questo processo presenta irregolarità che porteranno all’annullamento in cassazione- e sicuramente punta alla prescrizione, in maniera non esplicita, anche per il suo principale, come risulta da una microintervista che gli ho strappato qualche giorno fa (troppo micro per essere pubblicata).

Intanto Gli avvocati del corrotto inglese, dicono di non voler fare considerazioni politiche, ma esordiscono con un “c’è da dubitare della persistenza dello stato di diritto” che sarà usato da trampolino da tutta la schiera di comunicatori mistificatori a pagamento. Mi aspetto già la reazione di Gasparri stasera.

Enzo

Cittadini autorganizzati ci provano

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Manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi
Roma, 5 dicembre 2009
per saperne di più clicca qui

Testo dell’ appello:
A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto “Fair Play” di alcuni settori dell’opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno davanti agli elettori. Quello che sappiamo è che Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali -come ribadito in questi giorni dalla stampa estera che definisce la nostra “una dittatura”- e che lì non dovrebbe starci, anzi lì non sarebbe nemmeno dovuto arrivarci: cosa che peraltro sa benissimo anche lui e infatti forza leggi e Costituzione come nel caso dell’ex Lodo Alfano e si appresta a compiere una ulteriore stretta autoritaria come dimostrano i suoi ultimi proclami di Benevento. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre 15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello Dell’Utri.

Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte.

Paola Concia e la Binetti

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Pregiudiziale di incostituzionalita’ per la proposta di legge che prevedeva una aggravante per le pene per l’aggresione di omosessuali.
Personalmente chi vi scrive non nutre simpatia per la senatrice ecumenica teo dem con o come si preferisce definire.
Pero’ la sua posizione e quella di coloro i quali si sono manifestati in dissenso,trovano la mia piena comprensione.(mantenendo le dovute distanze e considerando che le motivazioni reciproche sono distanti anzi divergenti)
Sicuramente dopo questa dichiarazione,pochi arriveranno a leggere cio’ che segue e altrettanto sicuramente mi si tacciera’ di omofobia.
Niente di piu’ sbagliato,sono assolutamente neutrale in merito agli orientamenti sessuali di tutti gli appartenenti alla mia razza(umana intendo).
E allo stesso tempo detesto ogni forma di discriminazione ma ancor di piu’ ogni forma di auto discriminazione.
Guardiamo tutto sotto un ottica asettica,imparziale,
Cosa manca ad un omosessuale per difendersi da un aggressione rispetto ad un eterosessuale?
Perche’ sancire per legge che gli omosessuali sono una categoria? in cosa consiste la loro diversita?
Una persona di sesso femminile e’ per costituzione fisica piu’ debole rispetto ad una di sesso maschile,ma un gay di sesso maschile e’ “virile ” tanto quanto un etero “maschio”.
Dunque perche’ tutelarlo solo in base ai suoi orientamenti sessuali?
Temo che ci sia una sorta di presa per il culo travestita da conquista di diritto che altro non e’ che una ulteriore discriminazione;e discriminante e’,per l’ennesima volta
l’orientamento sessuale.
Bene a questo punto tutta la comunita’ omosessuale dovrebbe indignarsi perche’ si fanno proposte di legge di questo tipo , e non si tiene in considerazione quello che veramente sarebbe il viatico di indiscriminazione di fronte a tutti i cittadini italiani e cioe’ che le unioni delle coppie gay vengano riconosciute
legalmente.
far passare un atto di discriminazione,(e oggetto di sicura cieca rabbia da parte degli omofobi che sicuramente inasprirebbero le loro azioni gia’ violente verso una categoria da loro odiata,vieppiu’ perche’ difesa da una legge che inutilmente dice di proteggerli e sottolineo inutilmente perche’ una aggravante del genere non sarebbe di certo un deterrrente),per un ulteriore passo verso l’affermazione dei diritti degli omosessuali e’ una vigliaccata!!
Bene cari omosessuali,ricordate la storiella del canarino e della merda e puntate il vostro dito contro chi ipocritamente vi marchia con il giglio a fuoco solo per il proprio tornaconto (politico ed economico).

EnniO.

Chi se lo aspettava

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Chi se lo aspettava che un intervento “neanche tanto riuscito” dei due amici di qui Milano libera suscitasse tanto clamore. Io non so e non posso ricostruire l’esatta cronologia degli articoli usciti in proposito, ma posso rilevare come dalla Repubblica con Saviano alle richieste di dimissioni non siano mai state pronunciare le parole Blog, Qui Milano libera, Ricca, Grillo che ha rilanciato l’appello, affinché questa incidentale fuga di notizie rimanesse contenuta e si consumasse come unico evento accidentale di mezza estate. L’autocontenimento dello scandalo ha la controprova nel fatto che il Giornale di famiglia, che oggi salva Bondi Dai Fischi di Bologna, non ha dedicato neanche un articoletto lievemente diffamatorio al caso che occupava la prima pagina del quotidiano tra i più diffusi in Italia che sicuramente la Voce bianca-sporca ha letto.

Finocchiari e neofrancescani chiedono le dimissioni dalla commissione del Pecorella che non ci pensa neppure, non vede il problema, lui ha solo citato le carte. Appunto il problema grave dell’onorevole non è a mio avviso aver diffamato la memoria di un martire dell’antimafia qualche giorno fa, dopotutto lo ha fatto ripetutamente nel corso della sua vita. Il problema è che ha accettato di difendere un camorrista che ha ammazzato un prete non venga invitato a dimettersi un giorno si e l’altro pure da parlamentare. Per chiarirci, non è un problema che un penalista difenda un camorrista, è il suo lavoro: un penalista normale può difendere il boss, e poi (soprattutto se ha fatto il suo lavoro bene) tornare alla sua vita normale, almeno per un po’. Se questo penalista ignoto però ha anche un certo peso politico e siede in parlamento i problemi ci sono, ab initio la sua scelta se difendere o meno un Casalese è una scelta politica a tutti gli effetti con ripercussioni quantomeno sulla sua immagine, quindi una decisione che non si prende a cuor leggero; infine sempre all’avvocato ignoto con peso politico dopo la difesa in sede penale può essere chiesta la difesa di interessi vari in sede politica, o con le buone o con le cattive, con le conseguenze che possiamo immaginare.

Il secondo problema dell’ on. Pecorella, è che stia a presiedere la commissione che si occupa dei rifiuti, affare che vede le mafie non semplicemente infiltrate ma protagoniste dell’affaire. Perché non citare poi il segretario della commissione il forsista Franzoso, rinviato a giudizio per voto di scambio col boss locale Soloperto citato nel rapporto Ecomafie di legambiente del 2006.

Lo scandalo è che in 4 mesi di sedute della commissione (perché solo 4 mesi non si sa) ha convocato Bertolaso (i cui aiutanti sono stati rinviati a giudizio) solo il 28 luglio, qualche giorno dopo l’intervista, per una seduta conclusasi in tutta fretta senza che il sottosegretario potesse parlare in quanto i membri della comm. dovevano recarsi in senato, l’audizione è ripresa il giorno seguente ed ora aspettiamo la pubblicazione dei verbali. Facciamo un sondaggino: cosa pensate che risolverà questa commissione da qui ad un anno sui rifiuti di Napoli?

Enzo

Nuovi vocabolari

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I tempi cambiano, ma sono quelli che restano imperituri a scrivere il nuovo dizionario della lingua italiana. Dopo il settantatreenne primo ministro che cambia i due vocaboli “omertoso” e “connivente” in “eroico”, oggi è la volta di de ultraottantenni nuovo Cossighelli Cossiga in un intervista sul giornale di famiglia, dopo che con uno sforzo intellettivo degno di nota comprende che il “complotto” contro Berlusconi non può essere stato realsticamente portato avanti ne dalla stampa italiana ne dai partiti ne dai servizi italiani (fedelissimi al capo) si scaglia contro i servizi segreti stranieri. E qui che mette mano poi al suo prodotto editoriale (il dizionario Cossighelli) definendo estortore e minacciatore chi, seppur sicuramente non mossa da nobilissime ragioni, collabora con la magistratura alle indagini ed ha subito intimidazioni di stile chiaramente mafioso.

Altro collaboratore alla stesura del dizionario è la prima carica dello stato che definisce polemiche superflue, da fermare, quelli che sono fatti. Nella lingua italiana che ho studiato io il termine polemica presuppone una contrapposizione uno scontro. Qui invece ci sono degli avvenimenti, non smentiti e non smentibili, qualcuno che li rende noti ed altri che dicono -non ci interessano e non vi devono interessare- invece di spiegare.

Deve essere questo il dizionario usato da Minzolo (più che l’ultimo cavaliere direi l’ultimo nano, la cui peculiarità vi lascio immaginare); dopotutto lui è un professionista, noi modesti amatori ci fermiamo ai vecchi vocabolari.

Enzo


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