Senza parole
October 28, 2008 Attualità, Eventi, Politica 1 Comment
Non è mia intenzione scrivere su questo blog ulteriori numeri, previsioni, scenari possibili conseguenti alla legge 133. La rete ne è infestata, e gli stessi oppositori si contraddicono tra di loro incartandosi tra numeri milioni e percentuali (vedi il manifesto ad esempio).
Ovviamente ho delle mie idee, le ho espresse e continuerò a esprimerle in altre sedi, e in breve vorrei terminare e non addentrarmi nel merito della legge, dicendo che conosco bene i gravi rischi che una privatizzazione incontrollata delle università (e della scuola in generale, perché è di questo che si parla) può comportare. Non mi stanno bene. Con questo vorrei rispondere a quanti, continuano a chiedere a studenti professori ed altri cosa “praticamente” stanno ottenendo da questo stato di agitazione, riferendosi implicitamente al fatto che non vengono avanzate proposte alternative: non tocca a noi proporre una finanziaria alternativa (tenendo in conto anche che per costituzione non è nemmeno permesso il ricorso a referendum popolare), è semplicemente un nostro diritto esprimerci in maniera proporzionale alle nostre preoccupazioni.
Il vero problema è che a queste preoccupazioni non è seguita una risposta del governo. Ci si sarebbe auspicata una serie di messaggi quantomeno rassicuranti, più o meno veritieri, più o meno demagogici, ma almeno un qualcosa. Qualcuno direbbe che sarebbe stato così se avessimo un governo serio, io dico che se avessimo un governo serio e responsabile non ci sarebbe stata proprio la legge 133 (che pontifica spaziando da sanità a scuola fino alle centrali nucleari): ennesima porcata.
Invece oltre ad aver fatto questa pseudoriforma, con doppia blindatura verso il parlamento ed il popolo, averla fatta passare nel silenzio generale in estate (il PD, ma anche IDV dove erano?), l’unico dialogo effettuato dal governo è stato quello Berlusconi-Maroni, e l’unica comunicazione sono risposte lapidarie e mooolto superficiali della ministra responsabile ieri sul corsera: il contrasto con quanto riportato da i sondaggi di Demos è evidente.(scarica)
E naturalmente il dibattito politico sulle testate non va oltre il numero dei presenti al circo massimo. Io e Riccardo eravamo li, purtroppo la telecamera non ha funzionato, comunque non si sentiva nulla, i sistemi di amplificazione erano insufficienti, speravo di trovare qualcosa su internet invece c’è solo il solito teatrino politico. Una parola sui numeri, ho visto quanta gente c’era, ho fatto un calcolo usando google earth e per me i presenti erano tra i 400 e i 500 mila. Purtroppo ha ragione Bellachioma, se la si mette sui numeri, le elezioni le ha vinte lui, anche se fossero stati 3 milioni; la giornata andava giocata diversamente (che manchi la volontà politica?)
Ho avuto un sospetto, che il mancato intervento della polizia, così come annunciato, e conseguentemente il continuare indisturbato della protesta serva ad occupare i giornali per coprire nuove magagne del governo. Quando si dice che a pensare male….
Nuovo porcellum, si estende la porcata elettorale anche alle europee che erano rimante immuni, era imperativo, comunicano i soliti, bisogna ridurre la frammentazione delle rappresentante (…ad una sola formazione, aggiungerei io malignamente). Ed io stupido che confondevo la frammentazione con il pluralismo delle idee…
Apprendiamo da DiPietro che oggi sono state poste le basi per una nuova salva manager. Anche stavolta Giulietto purtroppo era distratto.
Leggo poi dal sito del parlamento che oggi è stata discussa la conversione in legge del decreto salva banche. Ora aspetteremo il nostro Temporeggiatore, dopo tanta propaganda a proposito farà qualcosa?
Enzo

Mercoledì 29 ottobre al Caffè Fandango, nella centralissima Piazza di Pietra a Roma, ore 17:30 saremo presenti alla presentazione del saggio “Lo stivale di Barabba”. Chi pensa di venire e vuole incontrarci lasci un post e verrà contattato.


Centoventimila persone solo a Torino e un milione e trecentomila firme raccolte in tutta Italia. Mentre Karl Heinz Alemanno e Ciccio Rutelli si lasciano andare alle ultime sparate di fine campagna elettorale (che sono sempre le più belle), il V Day di Grillo migliora il già valido successo dell’8 settembre, almeno nelle firme. La strategia di Grillo è stata simile a quella del V-Day precedente, grande tam-tam nella Rete e pubblicità nei suoi spettacoli su tre questioni fondamentali: 







