Orizzonte Universitario organizza un incontro con Oliviero Beha
“Da cittadini a telespettatori. Il vuoto intellettuale di un paese in declino”, presso la Sapienza
Roma, 5 aprile 2010
Lunedì 19 aprile, presso l’aula Odeion dell’Università La Sapienza di Roma, dalle ore 15.00 alle 17.00, si terrà l’incontro dal titolo “Da cittadini a telespettatori. Il vuoto intellettuale di un paese in declino”, organizzato dal periodico studentesco Orizzonte Universitario.
Interverrà il noto giornalista e scrittore Oliviero Beha, autore de “I nuovi mostri”.
“I nuovi mostri” è un pamphlet dedicato alle macerie intellettuali dell’Italia, che denuncia la situazione di questo nostro disgraziato paese dove il sistema mediatico – in particolare la televisione – ingoia tutto e lo peggiora, grazie anche all’assenza di intellettuali degni di questo nome, a partire dai giornalisti.
Innanzi a questa situazione, Oliviero Beha ci induce a reagire e a rendere nota questa resistenza.
Orizzonte Universitario, periodico universitario di informazione nato nel 2005 presso l’Università degli Studi di Milano e sbarcato lo scorso anno alla Sapienza di Roma, ha accolto l’invito di Beha, e rientra infatti tra le associazioni che resistono ai “nuovi mostri”.
L’incontro, in cui sarà presentato l’ultimo numero di Orizzonte Universitario, sarà moderato dal direttore Nicola Cappelli e dal vicedirettore Riccardo Canetta.
Lunedì, come pubblicizzato sul nostro gruppo Facebook siamo andati a seguire la conferenza organizzata dai Cristiano riformisti (una branca del PDL) dal titolo “Si alla vita” pubblicizzata in maniera surreale per tutta Roma a cui tra gli altri partecipavano Gasparri e Quagliarello.
L’unica pare dell’incontro dedicato al tema è stato un video di 5 minuti in cui Mazzocchi in un monologo spiegava le grandi conquiste di questo testo, saltando a piè pari l’unico comma controverso il 5° del 3° articolo, partorito dal vulcanico sen. D’alia: l’uditorio, compresa la sen. Binetti sedutasi affianco a me, non ne ha sentito la mancanza (anche perché ha dormito per una buona mezz’ora). È seguito poi un discorso di 35 minuti di Gasparri che ha esordito dicendo che non avrebbe parlato della legge perché “è stata già spiegata nel video”, e che quindi ha parlato di “neoguelfismo” e di “laicismo” moderno in un excursus di 300 anni che non credo molti abbiano seguito.
L’esistenza di un comma controverso è stata accennata dal ex-radicale ora ciellino del PDL (come dice “la Repubblica”) Quagliarello che ha risposto alle nostre domande in un video di prossima pubblicazione, ma anche lui si è ben guardato dall’entrare nel merito del comma dicendo che si tratta di un “nostro valore insindacabile” (e giù gli applausi). Evito di commentare certi esempi fatti in aula fatti apposta per creare pietà e confusione sul tema mischiando casi di adolescenti che fino al giorno prima dell’incidente avrebbero voluto rinunciare a rimanere attaccati alle macchine e quando invece ricoverati pregano di essere salvati: inutile far notare che in questo caso si tratta di persone ancora coscienti a cui la dichiarazione anticipata non si applica.
Parliamo ora di questo ddl detto Calabrò. Si tratta di un testo unico, un unificazione di una decina leggi proposte da entrambe le parti, che tratta tutta una branca della medicina legale finora lasciata un po’ al buonsenso ed in questo, secondo me è una ottima legge; al 90%. Inaccettabili però le 5 righe del comma 5 dell’art. 3 che rendono di fatto inutile tutto il discorso sul testamento biologico.
Si tratta di quel concetto che io ho già definito il “colpo di genio” di D’Alia: la nutrizione forzata non si può considerare trattamento terapeutico e quindi non può essere definita nel testamento. In questa bozza si aggiunge l’ingegno di Calabrò (o chi per lui) che tenta di giustificare giuridicamente questo concetto tirando in ballo la convenzione ONU sui diritti dei disabili (del ’93 e ratificata dal governo questo febbraio) che nell’art 25 al punto F dice —prevenire il rifiuto discriminatorio di assistenza medica o di cure e servizi sanitari o di cibo e fluidi sulla base della disabilità— (fonte: Governo.it)
A chi ha letto entrambi i testi questo richiamo sembra una barzelletta in quanto i preclari legislatori hanno voluto interpretare la frase ignorando la parola “discriminatorio” ed omettendo di considerare lo spirito generale del testo che tutela i disabili dalle discriminazioni. Il senso di questo articolo è appunto quello di condannare chi rifiuta di nutrire un disabile a causa della sua condizione, il testamento biologico e la fine di vita non c’entrano nulla, ma quanti parlamentari avranno letto questo riferimento?
Inoltre come diciamo al capogruppo PDL al senato, il 70% degli italiani e il 60% dei cattolici è contrario a questo principio (fonte: Manhaimer), a che fine quindi difenderlo così strenuamente e fare tanta campagna disinformativa. E qui pongo a voi la domanda che non sono riuscito a fare al senatore nell’intervista: che ci sia qualche interesse economico dietro?
La mia è una ipotesi e si basa sull’osservazione di 3 fatti:
-Beppino Englaro non è un tipo esattamente cattolico, anzi, direi abbastanza critico, perché quindi Eluana veniva spostata da una clinica cattolica ad un altra? Forse non c’era molta scelta visto che la maggior parte delle cliniche che si occupano di queste cose sono direttamente o indirettamente strutture collegate al vaticano?
-Le suorine caritatevoli dicevano in televisione che loro si sarebbero volentieri occupate di Eluana per altri 100 anni.
-Le cliniche percepiscono per un letto di Terapia intensiva e nutrizione forzata un rimborso regionale di alcune centinaia di euro al giorno per paziente
Cosa succederebbe se il 70% di questa gente che ora rimane attaccata alle macchine a vita mettesse per iscritto una rinuncia; il 70% di questi ospedali rimarrebbero con molti soldi in meno e forse molti dovrebbero chiudere con un danno economico considerevole. Potrebbe essere un motivo sufficiente per dire “io rappresento a malapena i miei elettori”? Allora chi rappresenta? Me no.
Fini è stato come sempre molto misurato ed appropriato, diceva una signora di mezza età (forse un ignoto parlamentare PD) uscendo dalla conferenza sulle morti bianche che si è tenuta Mercoledì 22 a Roma nella quale abbiamo intervistato l’on. Antonio Boccuzzi (martedì il video).
Molto misurato in tema di morti bianche significa in pratica non aver detto nulla se non i soliti “ci impegneremo”, “è una cosa brutta” e banalità varie che a ruota hanno ripetuto i vari relatori.
Uniche eccezioni l’ex ministro Damiani, l’on Boccuzzi e la segretaria UGL che nel poco tempo a disposizione hanno presentato punti e soluzioni concrete stigmatizzando l’opinione del postfacista presidente della camera di alzare le pene, unica frase che le agenzie hanno diffuso a proposito del convegno. Per il resto sonno! Dormivano i numerosi settantenni in sala, gli studenti di una qualche classe portata li con la forza per poter permettere ad un deputato PDL di dire “guardate quanti giovani al nostro convegno”, e dormiva Fini che ha sfoggiato una tecnica interessante: sbadigliare facendo finta di annuire interessato con la mano sul mento a mo’ di filosofo.
Purtroppo non siamo riusciti a fare una intervista completa a Fini che interrogato su Annozero ha detto che lui ci andrebbe volentieri a controbattere Santoro, ma non è mai stato invitato… prima di farci allontanare dalle guardie del corpo.
Pubblico la seconda parte del video fatto alla manifestazione di piazza Farnese del 28 gennaio, sempre per parlare di quello che si è detto in quella piazza e non di cosa non si è detto. Marco Travaglio parla degli ultimi sviluppi della vicenda De Magistris e traccia un quadro di possibile sviluppo della vicenda stessa e pessimisticamente del futuro della giustizia tutta.
Mi sembra inutile ribadire anche su questo blog quello che i giornali hanno scritto a proposito della manifestazione di mercoledì, farò solo una breve riflessione alla fine, voglio però parlare, a dispetto di tutti di quello che si è detto lo potete vedere nei video su internet e sui nostri video girati in quella giornata. Si è parlato delle nuove proposte di legge in materia di giustizia e di intercettazioni, porcate allucinanti delle quali nessuno ha voluto parlare per chiarire. Dopotutto se il ministro più bello del mondo glissa in parlamento sulla legge che porta il suo nome, perchè mai dovrebbe parlare di cose ben peggiori che devono ancora venire. Marco travaglio ha parlato di un po di cose vecchie e nuove che è sempre opportuno da tenere a mente poi Grillo in un discorso molto incisivo sui temi a lui cari. Da non trascurare comunque gli altri come Sonia Alfano che pronuncia una frase molto significativa che aprirà tutti i nostri video sulla giornata.
Sulle notizie circolate su tutti i giornali dell’insulto al capo dello stato io veramente non so cosa pensare. Ci sono tre possibilità: i caporedattori e i direttori sono tutti d’accordo non voglio dire con Mr.B, ma contro Di Pietro, in quanto anche sull’Unità si scrivono cose false (e mi hanno censurato due commenti all’articolo); fare il giornalista è un mestiere di ripiego per molti, i giornalisti non sanno lavorare speculano e gonfiano quelle tre righe passate dalle agenzie senza guardare neanche 10 minuti di video su internet; terzo… fatemelo sapere.
Il venti dicembre a piazza Farnese si è tenuta una manifestazione di solidarietà a Roberto Saviano contro le minacce ricevute, organizzata da un gruppo di ragazzi. Parlano magistrati e giornalisti che spiegano il loro punto di vista sul fenomeno “internazionale” dei casalesi ma anche delle altre mafie svelando aspetti a volte sconosciuti. Il grande merito di questa manifestazione, come del libro Gomorra è quello di parlare e far parlare della mafia cosa ormai sconosciuta sui giornali da 10 anni a questa parte mentre meriterebbe copertura continua appunto per poter informare la gente dei rischi connessi alle attività legali, oltre che a quelle puramente militari.
Questo è un filmato riassuntivo in cui ci sono gli spezzoni più significativi della giornata. Presto metterò in rete il filmato integrale diviso in pezzi.
Una manifestazione, tante voci, tante idee, tante posizioni. La manifestazione contro l’opposizione del rappresentante della santa sede all’onu alla mozione per la depenalizzazione del reato di omosessualità nel mondo non raccoglieva solo coloro che la chiesa indica come deviati sessualmente, né solo i soliti Comunisti e i Radicali senza dio, ma anche tanti cattolici, credenti e praticanti stupiti di questa fortissima presa di posizione contro l’omosessualità. Oggi nel mondo esterno alle mura vaticane, sono veramente poche le persone che considerano gli omosessuali uomini e donne diversi o inferiori da discriminare, e di questi molti sono psicopatici fomentati con le svastiche in casa e nel cervello.
Quindi perché la Santa Sede fa qualcosa che dagli stessi Cristiani è considerata fuori luogo ed inadeguata. Molti ci rispondono che si tratta di manifestazioni di arretratezza del regime Vaticano o come Luxuria un ossessione omofobica. Io, sbaglierò, ma credo in vaticano non siano tanto stupidi da perdere consenso deliberatamente. Come dice Riccardo quando intervista il manifestante e come poi ribadisce Grillini la cosa va vista in un ottica politica, ed economica aggiungerei io.
Ecco la prima parte del video in cui Marco Travaglio parla dell’importanza che la funzione di cane da guardia dalla politica svolta dalla stampa ha avuto nelle elezioni presidenziali americane. Il tutto è condito da battute divertenti alla Travaglio: amaramente divertenti.
Amaramente divertenti perchè se ci si ferma a pensare alla condizione del giornalismo italiano oggi non c’è nulla da ridere, e se si pensa al declino della funzione dei giornalisti negli ultimi quindici anni ci si mette a piangere. Se si riguardano i vari documentari di Blu Notte sugli avvenimenti degli anni 80-90 si potrebbe rimanere sconvolti dall’aggressività dei giornalisti, aggressività che noi oggi siamo abituati a vedere solo in alcuni filmati di Qui Milano libera. Le agenzie si mettono d’accordo tra di loro e diramano le stesse notizie, notizie che i giornali riprendono integralmente con l’aggiunta di particolari insignificanti e molto spesso inventati. Nessuno controlla le fonti, nessuno produce notizie in autonomia tranne pochi cani sciolti nella rete (scusate il gioco di parole). Tutto in osservanza del venerabile piano di rinascita “democratica”.