V2-Day (a presto il video)
Aprile 27, 2008 Attualità, Eventi 1 Comment
Centoventimila persone solo a Torino e un milione e trecentomila firme raccolte in tutta Italia. Mentre Karl Heinz Alemanno e Ciccio Rutelli si lasciano andare alle ultime sparate di fine campagna elettorale (che sono sempre le più belle), il V Day di Grillo migliora il già valido successo dell’8 settembre, almeno nelle firme. La strategia di Grillo è stata simile a quella del V-Day precedente, grande tam-tam nella Rete e pubblicità nei suoi spettacoli su tre questioni fondamentali:
1 - ABOLIZIONE ORDINE GIORNALISTI
2 - ABOLIZIONE FINANZIAMENTI PUBBLICI ALLA STAMPA
3 - REVISIONE LEGGE SULLA RADIOTELEVISIONE ITALIANA (cosiddetta Legge Gasparri, Testo Unico del 31 luglio 2005 - D.Lgs. 177)
L’argomento va a minare pesantemente la credibilità dell’informazione che ha risposto a modo suo. All’inizio con la decisone di ignorare la manifestazione di Grillo, dedicandogli un tempo minimo di passaggi televisivi, laddove il precedente V-Day era stato trattato in maniera differente. Per poi passare a giochi fatti ad una controffensiva, in cui non si sono risparmiati colpi bassi a Grillo e ai “grillini”. C’era da aspettarselo visto che questa volta l’indice era puntato sui direttori delle maggiori testate giornalistiche italiane. Non è stata una manifestazione contro i giornalisti, si è mirato più in alto, per colpire coloro che inquinano il lavoro degli “onesti” del mestiere.
A Roma la lista civica “Amici di Beppe Grillo” ha organizzato (e bene) la raccolta di firme. Ancora non sono usciti i dati ma noi c’eravamo e qualche migliaio di persone, complice anche il bel tempo, a Porta San Paolo le abbiamo viste. Abbiamo parlato con il candidato sindaco Serenetta Monti, Giulietto Chiesa e Jacopo Fo. Abbiamo sondato le opinioni dei “desperados” in fila per firmare, tutti con la stessa speranza, quella di smuovere dalla fondamenta il sistema dell’informazione che in Italia è malato. Un sistema che lavora grazie alla collaborazione della casta politica e dei poteri forti. C’erano tanti sognatori ieri a Parco Schuster, qualcuno rassegnato ma presente, altri giustamente incazzati, ma tutti stupiti da un’Italia ancora costretta a scendere in piazza per ottenere risultati che in altri paesi rappresentano la normalità.
Cinquoz e Scipiozzo











