Acclamato è il principio di separazione tra le funzioni di policy-making e quelle di implementazione delle decisioni strategiche; le prime affidate alla politica le seconde ai tecnici.Di fatto la scissione non è possibile, empiricamente non verificata, come se l’una necessitasse naturalmente dell’altra.
Se un politico decidesse, ad esempio, di costruire un teatro, la mancanza di know-how, la carenza di informazioni pregresse e più in generale di competenze, lo vincolerebbe alla figura specifica di un tecnico.
Il vincolo, di per sé non cattivo, diventa però patologico quando la libertà professionale è limitata al dispotismo autoritario: se anche il teatro non si può costruire, “s’adda fare”.
Gli interessi in gioco sono molteplici: il politico eletto, delegato al presidio dell’interesse generale, mira ad essere riconfermato, arroccato al suo piccolo-grande potere e il tecnico, bagaglio dell’apparato o già inserito nel contesto amministrativo il cui interesse è paradossalmente lo stesso:rimanere.Difficilmente quest’ultimo si pone in una condizione di disagio, in ogni caso gli succederebbe un funzionario più avveduto e le cose scorrerebbero uguali, segue che:il teatro si fa, anche se è nel bosco, anche se non ci andrà mai nessuno, anche se la collettività a cui è destinato non ha bisogno di un teatro.
Perché la collettività non insorge?Al suo interno c è l’impresa costruttrice e tutta la famiglia e gli amici e i lavoratori in nero, senza il caschetto giallo … Il moltiplicatore sociale di voto permette al politico come una piovra di estendere i suoi tentacoli e sporcare tutto, compromettere e rendere complice; rimarrà ancora al suo posto, anche il funzionario asservito al potere e spera che nessuno se ne accoga, infondo lo sperano tutti.
Nella logica di poteri il tecnico sprovveduto, è prigioniero del veto politico, la magistratura controlla ma con i tempi di reazione congelati, è sempre troppo tardi.In ogni caso il teatro verrà costruito inutilmente e prevarrà sempre il malcostume dello Scajola di turno.
La collettività non centra niente eppure rappresenta il propulsore di questa macchina infernale che avrebbe dovuto essere:individuazione di bisogni giusti, decisioni strategiche giuste, allocazione giusta delle risorse nell’interesse generale.
E’ difficile trovare una soluzione, tranne pensare ad un organo che oltre alla magistratura lenta monitori, prima della costruzione, le decisioni dall’alto; tra il politico che dice sì, e il tecnico che dice no, l’organo imparziale convoglia al giusto prima che venga fatta l’ennesima “scemità”.
Se solo avessimo politici giusti …
Rosa