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9 Giugno, presentazione a Roma dei libri di STEFANO MONTANARI

Ambiente, Attualità No Comments

Il gruppo PBC del Lazio è lieto di invitarvi il 9 giugno
alla presentazione a Roma dei libri di STEFANO MONTANARI, Direttore del laboratorio Nanodiagnostics cui non servono grandi presentazioni, ma serve piuttosto sostegno per continuare nella ricerca che così tanti risultati ha già dato, a difesa di interessi collettivi.

Le coordinate dell’iniziativa:

http://perilbenecomunelazio.blogspot.com/2009/05/stefano-montanari-e-pbc-lazio-per-la.html

Libreria “Ti Con Zero”
Via Pincherle, 66/68, Roma (Zona Marconi, vicino alla metro e all’università Roma3)
Tel. 06/5584927.

Per ulteriori informazioni: 333/2365729; radutalaura85@gmail.com

Ricordiamo che nonostante le migliaia e migliaia di copie vendute, libri come “Il girone delle polveri sottili” non sono mai stati recensiti. Da nessuno.
Il suo sito è www.stefanomontanari.net

“In una democrazia non basta la libertà. Servono uomini liberi. E un uomo libero, davanti alla censura fa una sola cosa: la aggira.” (F.G.)

Per il buffet sarà richiesta un offerta MINIMA, la conferma di partecipazione è necessaria.

La giunta Marrazzo beffa i cittadini di Aprilia

Ambiente No Comments

Nei giorni scorsi si è svolto un incontro tra l´Assessore Regionale all´Ambiente Filiberto Zaratti ed alcune associazioni in cui è stata illustrata la bozza del Piano Energetico Regionale (PER) di prossima discussione in Consiglio regionale.

All’incontro ha partecipato una delegazione della Rete Cittadini contro la Turbogas di Aprilia, tra cui il presidente Rita Leli.

Le associazioni presenti hanno stigmatizzato la carenza del percorso di condivisione del piano, nonchè l’assenza della Valutazione d’Impatto Ambientale, indispensabile per l’adozione del piano stesso.

(che “piano” è senza Valutazione d’Impatto Ambientale??? ndg)

Con una nota congiunta dell’avvocato Vanessa Ranieri, Presidente del WWF Lazio, nonché legale della Rete Noturbogas di Aprilia, in data odierna, è stato chiesto all’assessore Zaratti di rimandare l’adozione del piano solo dopo aver espletato tutti gli adempimenti.

La Rete Noturbogas, nella persona del suo Presidente, ha fortemente contestato all’assessore Zaratti la presenza nel Piano Energetico della Centrale Turbogas di Aprilia, che non risulta necessaria per il fabbisogno regionale, e che tuttavia, risulta comunque presente, in quanto autorizzata.

(non è necessaria ma è autorizzata: geniale! ndg)

Nel documento, licenziato dalla commissione Ambiente, le centrali di Aprilia e Pontinia non erano previste in quanto la potenza installata attualmente era sufficiente per il fabbisogno regionale fino al 2020.

(una vera e propria emergenza, SOLO FINO al 2020! ndg)

Nel Piano illustrato ieri si è consumata una vergognosa beffa della giunta Marrazzo in quanto non si esclude più la presenza delle centrali di Aprilia e Pontinia, poichè già autorizzate, ma indica che verranno installate solo se il fabbisogno della regione lo richiederà.

Tradotto: intanto le centrali le facciamo costruire (come già sta avvenendo nel terreno di Aprilia… come tutti i cittadini stanno vedendo, nonostante le promesse di Marrazzo) però poi le teniamo spente… e le accenderemo solo se serviranno.

La stessa giunta Marrazzo non ha nemmeno il coraggio di illustrare ai cittadini questa sua falsa contrarietà alla centrale Sorgenia visto che dal mese di ottobre, dopo la chiusura del tavolo per Aprilia non e´ stato ancora convocato il Consiglio Regionale Straordinario, assicurato da vari consiglieri regionali di maggioranza e che doveva garantire la correttezza del percorso della centrale Sorgenia e garantire i cittadini di Aprilia dai possibili danni che l’impianto recherebbe al territorio e ai suoi abitanti.

LA RETE CITTADINI CONTRO LA TURBOGAS DI APRILIA

http://www.noturbogasaprilia.it/

Piccolo Commento utile a completare il ragionamento:

Notare cosa si può fare concretamente per tagliare gli sprechi energetici (enormi, insensati) in una regione come il Lazio e in tutti i suoi Comuni. E in tutto il Paese.

Un esempio su mille -forse il più piccolo, per questo ancora più emblematico- quando l’intero Lazio “ha una potenza installata sufficiente per il fabbisogno regionale di energia fino al 2020″ (…):

http://domenicofiniguerra.wordpress.com/

LED it be.

Cassinetta è uno dei 24 Comuni della Associazione nazionale Comuni virtuosi
www.comunivirtuosi.org

Questo commento si può concludere solo così:
un Piano energetico (un Piano che abbia senso) mica possono farlo solo a Cassinetta o Colorno, anche un Comune come Padova l’ha già fatto.
Per vedere con quali esiti, si consiglia la pazienza di vedere questo video:

http://www.comunivirtuosi.org/index.php/news/4-news-generica/106-marco-boschini-a-treviso

e leggere in specifico questo documento:

Il Piano energetico comunale di Padova:
www.comunivirtuosi.org/index.php/premio-comuni-a-5-stelle-2008/8-edizione-2008/111-comune-di-padova

Utilizzare tecnologie disponibili e non inquinanti come i LED per ridurre gli sprechi, è sempre usare buonsenso quando si amministrano risorse pubbliche.
Prima ridurre gli sprechi energetici, poi investire nelle fonti (realmente) rinnovabili:
questo deve sostenere lo Stato.

La centrale turbogas ad Aprilia e Pontinia a chi serve?
La risposta spetta al Presidente Marrazzo, non ai cittadini che gli ricordano le sue promesse e i suoi doveri.

Roberto Pirani
www.buonsenso.info

Ecco la giustizia ad orologeria

Ambiente, Attualità, Staff No Comments

mastella mobile dal video di staffgrillo Ammetto che per una decina di minuti dopo aver letto della candidatura di L. De Magistris alle europee ero rimasto un tantino interdetto, ma avevo appena finito di vedere l’intervista che aveva rilasciato il giudice ad un noto ectoplasma, di cui parlerò domani, e mi aveva fatto un’impressione ottima come persona. Solo dieci minuti di interdizione.

Dieci minuti che da quanto ho letto nei commenti nei giornali per molti non sono mai passati, ma davano contro a De Magitris con argomentazioni abbastanza singolari tipo “un magistrato non può fare politica” , ammetto che per l’idea che abbiamo di giudice, candidarsi rompe un minimo questa aspettativa istintiva di terzietà, ma se un magistrato “non conviene” che faccia politica, un medico non conviene che faccia politica ecc. è chiaro che poi a fare politica ci vanno i ladri, e ci meravigliamo poi che i ladri rubano?

Ripeto che Luigi de Magistris in tutte le interviste mi ha sempre dato l’impressione di una persona di un equilibrio incredibile, pragmatico, con le idee chiare su quello su cui ha scelto di lavorare e sulle istituzioni, che non si è mai sbilanciato a fare commenti su cose che non conosceva alla perfezione e che non si è mai esposto a rispondere alle provocazioni di personaggi che sappiamo essere abbastanza dubbi.

Inoltre, c’era un’intenzione precisa da parte dell’IDV di candidare alle europee persone prese dalla società civile contrapposte alle candidature dei ministri e personaggi noti ed ineleggibili così come la destra ha già fatto alle ultime europee (più Mastella, non dimentichiamolo): chi volevate altrimenti, l’idraulico Joe?

Poche ore dopo la conferenza stampa sulle candidature dell’IDV esce un’agenzia che dice che il neocandidato alle europee sarebbe indagato… insieme ad i magistrati di Salerno… (adesso viene il bello)… per interruzione di servizio pubblico nella guerra tra procure, denunciato da quelli di Catanzaro. Non so se la cosa è vera, a me sembra assurda sia l’indagine, che la denuncia, che il fatto che sia venuto fuori proprio oggi. Purtroppo non ho le competenze per sapere se è normale che i giornali sappiano di chi è indagato prima dell’indagato, e prima che siano concluse le indagini, a me sembra strano.

L’uomo che ha come parrucchiere un operaio dell’ANAS, non ha naturalmente voluto essere da meno, anche lui vuole candidare gente della società civile, ma non cambia i nomi: tira di nuovo fuori la storia che lui è un imprenditore prestato alla politica, un gran lavoratore, e che fare il presidente del consiglio gli fa schifo e lo fa perché deve. E noi sappiamo perché deve. E lì gli industriali a commuoversi sul poverino.

Quattro altre cose per ridere amaramente. Mastella dice che ora capisce molte cose, deve aver fatto qualche bagno a Lourdes, perché non era mai successo. Non credo che abbia capito ancora quello che ha fatto però, in quanto l’entourage degli stessi magistrati indagati a Catanzaro lo hanno tirato fuori dalle indagini, crede di essere un santo.

Stessa tesi che sostiene “Il Riformista”, il giornale che da qualunque parte lo guardi sta sempre di qua e di là, in cui in un articolone scritto probabilmente da un anonimo Polito, o da un suo simile che non ha avuto il coraggio di metterci la faccia, si dice che LDM è un fallito che non ha saputo fare il suo lavoro e che tutti i suoi casi sono stati smontati in appello e dalla cassazione. Purtroppo il Margherito e i pecoroni che leggono quello che scrive ignorano che le inchieste importanti del magistrato gli sono state tolte prima ancora di arrivare in giudizio. Mentono sapendo di mentire.

Vorrei sapere i nomi dei 5 giornalisti che hanno, per qualcosa in più di mille euro al mese, il compito di fare copia-incolla dalle notizie ansa senza neanche leggerle. Ci meravigliamo che i giornalisti sono asserviti ed incapaci (come emerge da un sondaggio presentato qualche giorno fa ad otto e mezzo), ma da come si vede da un filmato dei grillini di Bologna un politico viene contattato per dare un posto ad uno che non è riuscito a finire gli studi di giornalismo. Il corriere e 5 giornali On-line hanno scritto che Sonia Alfano è la figlia di BeBBe Alfano, a nessuno è risultato strano il nome Bebbe, nessuno ha fatto una ricerca su google dove ci sono 190000 risultati che rimandano a BePPe?

Fuori tema, pare che le ultime argomentazioni portate dalla Carlucci a difesa del suo ddl sul copyright su internet sia in buona parte copiato. Non ce la possono fare.

Enzo

Agenzia Protezione Ambiente Territoriale ­– Osservatorio Nazionale Rifiuti

Ambiente 1 Comment

Nonostante le sciocchezze che insistono a raccontarci a media unificati, i “rifiuti” non sono un problema tecnologico, bensì organizzativo e culturale.
Oltre 2000 Comuni secondo i dati ufficiali del Rapporto Apat-ONR, in Italia hanno superato il 50% di raccolta differenziata: con forme di selezione spinta.
È il solo sistema per raggiungere risultati utili per l’ambiente e al tempo stesso avere tariffe sotto controllo, e viene comunemente definito sistema porta a porta.
Funziona benissimo anche a Colli Aniene, un popoloso quartiere di Roma, in pochi mesi stabilmente oltre il 60% di raccolta differenziata (non ci credeva nessuno).
Molti di questi Comuni stanno superando il 70% in uno, due anni di tempo, proprio i tempi che per la cosiddetta “emergenza” si vorrebbero spendere per aprire discariche e inceneritori in Campania, a costi neppure lontanamente paragonabili. Forse il problema è proprio questo. Evidenziamoli questi costi, e riflettiamo quando il prossimo servizio Rai o Mediaset cercherà di convincerci del contrario, utilizzando terminologia ingannevole come “termovalorizzatori”, e senza (mai) addurre motivazioni, dati, costi-benefici.
Uno studio dell’Università Bocconi del 2005 (noti idealisti quelli della Bocconi)
ha dimostrato che il costo di 1 MWh prodotto da un medio impianto idroelettrico è pari a 66 euro, che scende a 63 se viene prodotto dall’eolico;sale a 121 se prodotto da biomasse e arriva a 280 se si tratta di fotovoltaico.

L’incenerimento di rifiuti solidi urbani con il cosiddetto “recupero energetico”, senza considerare il costo di gestione e trattamento dei rifiuti prima che arrivino all’inceneritore, è di 228 euro a MWh. (senza considerare i danni alla salute umana causati dalle nanoparticelle per le quali al mondo non esistono filtri al di sotto dei 2,5micron, tralasciando gli inquinanti organici come diossine furani e pcb che sono bioaccumulabili, ed entrano nella catena alimentare)
Gli “esperti-rassicuratori”, gli ultimi pervenuti, i tuttologi, i giornalisti che non verificano…coloro che vediamo in televisione quando parlano a favore di impianti di incenerimento, fanno confronti fra inceneritore e discarica tal quale: è un trucco troppo vecchio. E non parlano mai delle discariche per le ceneri di questi impianti.
I raffronti che abbiano senso, vanno fatti fra inceneritore e riciclaggio/compostaggio.
Valutati dalla Comunità europea, i soli Costi Esterni
(che la collettività paga indirettamente come incidenti, impoverimento del suolo e costi sanitari) assommano a: 44 euro a tonnellata per incenerimento
e da 13 a 21 euro a tonn per la discarica (a seconda se si recupera il biogas)
Un medio calcolo dei sussidi via Enel a inceneritori e processamento di scorie petrolifere, assomma a 40 euro a tonnellata. Altri arrivano a 70 addirittura. Come denunciato dalla X Commissione Attività Produttive della Camera già nel novembre del 2003. Per vedere dove finisce tuttora l’80% dei soldi richiestici in bolletta Enel col Comparto A3 per “sviluppare le energie rinnovabili”, calpestando la direttiva 2001/77/CE, vedasi questo informatissimo articolo: http://www.ecceterra.org./docum.php?id=790
I sussidi Conai utilizzati per la combustione degli imballaggi aggiungono a questi costi intollerabili 5 euro a tonnellata. Solo in Italia si è parificato il recupero di materia col recupero di energia, anche se per qualsiasi analisi del ciclo di vita dei prodotto, è una sciocchezza conclamata.
Ma non è tutto. C’è infatti un altro grande paradosso: secondo i dati ufficiali della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici, gli inceneritori emettono, a parità di energia prodotta, più anidride carbonica rispetto alla media delle altre fonti energetiche [vedasi tabella a seguire]. Questo significa che gli incentivi destinati in teoria alle fonti rinnovabili – che hanno emissioni nulle di CO2 – contribuiscono in realtà ad aumentare le emissioni, allontanandoci dal rispetto delle scadenze e degli impegni sulla carta del Protocollo di Kyoto.
Quanta Co2 si emette per produrre un Kwh?
940 grammi per incenerimento di Rsu
370 grammi per impianti a gas ciclo combinato
(0 grammi per eolico e fotovoltatico, proprio le energie derubate dei sussidi che spettano, stante l’assimilazione solo italiana di queste fonti all’incenerimento)
L’Italia sarà costretta a comprare crediti di emissione, che hanno raggiunto la media di 15-20 euro a tonnellata di Co2 equivalente.
Dopo questi dati ci sarà ancora qualcuno favorevole all’incenerimento, certo.
Peccato che per uscire dall’”emergenza” (consiglio a chi usa questo termine di consultare un vocabolario, se riferito alla Campania: il disastro perdura da 15 anni), l’incenerimento non serve assolutamente a nulla. La prima cosa da fare in Campania, è la separazione degli scarti organici dal resto, per farne compostaggio domestico o industriale. Gli scarti organici, i residui di cibo, gli sfalci del prato, sono almeno il 30% degli scarti di ogni persona. Molto di più per le attività produttive come supermercati, fruttivendoli, ristoranti, alberghi etc.
Chi agisce o parla a favore di una tecnologia insensata come l’incenerimento, o non sa di cosa parla, o è contiguo ad un sistema di potere che dal 1992, via Enel, ha derubato gli italiani per ottenere utili privati con sussidi pubblici per almeno 53 miliardi di euro.
Cosa fare di quanto avanza dalla raccolta differenziata allora?
È sostanza per almeno un altro articolo, ma in breve si può dire quanto segue.
Oltre ai trattamenti a freddo utilizzati in tutta Europa, in Italia opera il Centro di riciclo Vedelago, a Treviso, e raggiunge il 99% di recupero. Con lo “scarto secco” formato in gran parte da plastiche di vario genere, produce e vende una sabbiella per l’industria.
Nel mio sito alla sezione video trovate anche questo. Un solo centro del genere, è in grado di lavorare gli scarti (senza organico) di un milione di abitanti, prevenendo la creazione di combustibile destinato all’incenerimento (che per il Centro era un costo diretto, e indiretto per la collettività. Prima pagavano per smaltire, adesso vendono un prodotto)
Un altro impianto simile a Vedelago, con 14 Comuni partner di un investimento da pochi milioni di euro, poco più di 5 a seconda delle dimensioni, è in avvio nel nord della Sardegna, e un altro a sud di Roma (Colleferro).
Per vedere cosa si vuole fare in Campania, sprecando altre centinaia di milioni di euro e continuando a devastare una regione già martoriata, non avete che da accendere la televisione.

Roberto Pirani, Esperto in gestione e riduzione materiali post utilizzo -
www.buonsenso.info

Alta velocità

Ambiente, Politica No Comments

Il Prof in questione, se non ricordo male, è un noto sovversivo del Politecnico di Torino (mi si passi l’ironia)

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Lettera aperta

Torino, 24/02/2009

Il tema dell’alta velocità ferroviaria torna periodicamente all’attenzione del grande pubblico
e in particolare ritorna quello del collegamento Torino-Lione, di cui invariabilmente si dichiara che
si deve fare e si farà.
La vicenda, come si sa, è molto lunga e ad un certo punto ha portato alla formazione di un “tavolo”, come usa dire, in cui, pur nella divaricazione delle opinioni, si entrasse nel merito: mi riferisco all’osservatorio tecnico, di cui faccio parte in rappresentanza della Comunità Montana della Bassa Valle di Susa. Per un paio d’anni l’osservatorio è andato avanti ad esaminare dati, leggere documenti, audire esperti, ispezionare infrastrutture nazionali e straniere, discutere, litigare, dedurre e controdedurre.
Le risultanze di tutto questo lavoro, pur sotto una gran coltre di parole in gran parte superflue, sono molto semplici:
a) nelle condizioni date (che non vuol dire solo di oggi,
ma anche dei prossimi decenni) non ha senso mettersi a scavare un tunnel di 57 chilometri sotto le
Alpi lungo la direttrice Italia-Francia;
b) se si vogliono ottenere dei risultati di miglioramento del
riparto tra strada e ferrovia nel trasporto delle merci occorrono, a prescindere dalle infrastrutture,
delle politiche trasportistiche mirate e coerenti, in assenza delle quali qualunque infrastruttura, nuova o vecchia che sia, risulta inefficace;
c) se si vogliono migliorare le condizioni del trasporto
ferroviario lungo la direttrice est-ovest occorre innanzitutto intervenire nell’area torinese che è la
strozzatura maggiore lungo il corridoio.
Fin qui le ragioni di merito, pur con tutte le incertezze che si incontrano quando, a partire dal presente, ci si proietta in qualche modo anche verso il futuro.
Da qui in poi compaiono le “ragioni della politica”.
Le “ragioni della politica” dicono: “Bene. Avete fatto un ottimo lavoro! Ora, però, andiamo avanti”, andiamo avanti a fare l’opposto di quanto discende dalle ragioni di merito.
Le “ragioni della politica” generalmente prescindono dal merito: sono un impasto di opportunismo, rapporti di forza, calcolo, astuzia, interessi a breve termine, preconcetti, ignoranza; si intessono di “non si può perdere la faccia”, “non si può non fare”, “dobbiamo tutelare il prestigio”, retorica, banalità, ipocrisia. Le “ragioni della politica” sono espresse da ministri, sottosegretari, vertici
istituzionali nazionali e locali, segretari di partito, e poi vengono ripetute, propagate, amplificate, a una sola voce, come dal coro di una tragedia greca, da una folla di parlamentari, industriali, maggioranze, opposizioni, giornalisti, militanti, opinionisti.
Tutti sono ovviamente incompetenti, il che è normale, ma neppure nulla sanno del tema su cui pure si esprimono.
Le “ragioni della politica” hanno disseminato l’Italia intera, inclusa ovviamente la regione Piemonte, di scheletri di opere inutili, di investimenti buttati al vento e sottratti ad altre destinazioni.
Gli scheletri sono lì sotto gli occhi di tutti, anche e soprattutto sotto gli occhi del coro, ma entrano in
qualche modo a far parte del paesaggio, materiale e sociale. Cosa fatta capo ha, nessuno è più responsabile, a posteriori nessun consuntivo viene redatto. Anzi, si continua magari a ripetere qualche slogan, senza mai preoccuparsi di avere riscontri fattuali.
Nel 2008 la Corte dei Conti scrive, a posteriori, come è nelle sue prerogative, che l’Alta Velocità italiana si è sviluppata a partire da informazioni non vere, sulla base di argomentazioni fasulle, con calcoli di redditività immotivatamente gonfiati, è sempre stata a totale carico delle finanze pubbliche, ha sistematicamente massimizzato i costi, ha portato a contrarre debiti a carico del
bilancio dello stato (e quindi di ciascun italiano) che dureranno fino al 2060. Queste stesse cose venivano scritte più di dieci anni prima da chi provava ad entrare nel merito, ma le “ragioni della politica”, per non parlar del coro, le ignoravano e anzi le combattevano e le denigravano. Ora della
relazione della Corte dei Conti si fa menzione nelle pagine finanziarie di qualche quotidiano, lette solo da qualche addetto ai lavori che non si scompone più di tanto. Di un gigantesco danno colposo nessuno è responsabile: che volete farci? È andata così. Anzi; continuiamo allo stesso modo.
Tra un congruo numero di anni qualche altra Corte dei Conti scriverà che le scelte dettate oggi dalle “ragioni della politica” sono infondate ed economicamente deleterie e la cosa, come oggi, lascerà il tempo che trova.
Forse il problema reale sta in una classe dirigente irresponsabile e ignorante, appiattita sul “cogli
l’attimo” e sull’opportunismo. Una classe dirigente che rivendica con arroganza, niente meno che in nome della democrazia, il proprio “diritto” a prendere decisioni a prescindere dal merito delle questioni e in danno della collettività. Come grande segno di disponibilità si chiamano saperi e competenze a collaborare per realizzare al meglio cose sbagliate. La logica elementare tende a segnalare che vi è una contraddizione in termini nell’idea di poter far bene una cosa sbagliata, ma le “ragioni della politica” stanno al di sopra della logica elementare, non sono scalfite da prosaici calcoli di costi e benefici, non si fanno carico dei futuri probabili, semmai si avvalgono, a scopo propagandistico, di proiezioni in futuri mitici.
Non ricordo nessuna sede in cui decisori e opinionisti si siano confrontati con le ragioni di merito, difendendo in contraddittorio ed in prima persona le proprie scelte con argomentazioni controllabili.
Se qualcuno lo vuole fare, lo spazio c’è, fuori dalla retorica e dalla propaganda. Quando non si è personalmente in grado di spiegare le proprie posizioni con argomenti di merito è molto probabile che queste siano sbagliate.
A che serve questa lettera aperta? Probabilmente a nulla. Verrà ignorata come innumerevoli altri precedenti documenti scritti da persone che sono entrate nel merito e hanno provato a fare ragionamenti e verifiche, senza tema di sostenere il confronto se questo avesse dovuto e dovesse
esserci. Parlamentari, industriali, giornalisti, militanti, opinionisti sono troppo distratti dai propri stessi luoghi comuni e non hanno tempo per provare a pensare. I decisori badano esclusivamente ai rapporti tra di loro, alle alleanze, alle scadenze elettorali, alle dinamiche di potere, anche al di là delle frontiere: questo è per loro il “merito” di qualsiasi cosa.
È veramente una tragedia greca in cui ognuno è condannato dal fato a giocare il proprio ruolo, senza poterne uscire e intanto il coro continua instancabile a recitare la stessa parte…

Angelo Tartaglia

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Un piccolo commento me lo permetto:

Consiglio la lettura di “Corruzione ad alta velocità” di Imposimato e altri.
Un libro che a differenza di “questo ponte s’ha da fare” del giornalista di Radio 24 Cruciani, Gianni Riotta non si è (ancora, certo) sentito di recensire su Rai 1.

Come nessuno si è sentito di recensire i libri di Stefano Montanari, nonostante lo Stato grazie alle ricerche della Nanodiagnostics abbia da poco deciso di risarcire le vittime delle armi ad uranio impoverito.

Roberto Pirani

OBAMA: Strategia Rifiuti Zero

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Garbage from Eur Rome! Immondizia all'Eur di Roma

Dal Maestro G.Salvador, uno dei massimi esperti nazionali di gestione dei materiali (non “rifiuti”).

Una nota in più per una strategia convincente.

E i nostri draghi istituzionali sono ancora per sputare fuoco cancrovalorizzatore dalla bocca.




RIFIUTI ZERO: WE CAN, PAROLA DI OBAMA

Adesso “Rifiuti Zero” non è più il “sogno idealistico” di qualche visionario ma è inserito nel PROGRAMMA DEL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI, come potete vedere cliccando su questo link:

dal blog di Barack Obama:

“Reduce the amount and toxicity of trash you discard. Reuse containers and products; repair what is broken or give it to someone who can repair it. Recycle as much as possible, which includes buying products with recycled content. I think we, as a nation, should set federal standards with achievable target dates requiring all states to recycle plastic, aluminium, paper, et cetera, incrementally working toward a goal of zero waste. Come on! All non-human animals do it every day. Are we not supposedly the smartest animals? ”
………..
“Ridurre quantità e tossicità dei rifiuti che produciamo. Riusare contenitori e prodotti; Riparare ciò che si è rotto o donarlo a qualcuno che sia in grado di ripararlo. Riciclare il più possibile, includendo l’acquisto di beni prodotti con materiali riciclati. Io penso che, come nazione, dobbiamo approvare norme federali, con scadenze reali, che impongano a tutti gli stati di riciclare plastica, alluminio, carta, ecc. lavorando ad un processo incrementale che ci porti al traguardo rifiuti zero. Avanti! Tutti gli animali eccetto l’uomo lo fanno ogni giorno. Non pensiamo noi di essere la specie più evoluta?”

Aggiungo, una video lezione sempre statunitense e brillantemente tradotta da esponenenti del Movimento decrescita felice:

La storia delle cose

Parte1

Parte2

Parte3

Mi permetto un commento personale

Tre dei capitoli dell’e-book “Lo Stivale di Barabba” – Arianna editrice, (curato da Stefano Montanari) sono stati scritti proprio da G. Salvador.
Il libro è scaricabile anche tramite il mio sito www.buonsenso.info, e tratta insieme a una panoramica nazionale sui “rifiuti”, di come implementare sistemi di qualità come ogni giorno al Consorzio Priula (miglior consorzio italiano), oggi al 77% di raccolta differenziata a servizio di centinaia di migliaia di cittadini intorno a Treviso.
In QUALUNQUE situazione urbanistica.
Vedasi….SanFrancisco.

Ovviamente, anche le recensioni a un libro come “Lo stivale di Barabba” sono alla bella cifra di ZERO.
Oltre 8 milioni di italiani praticano forme di selezione spinta in casa e/o in azienda, superano il 70% di raccolta differenziata, hanno tariffe convenienti.

Senza la volontà politica, la faccenda si complica maledettamente.
Senza informazione, le “emergenze” continueranno a devastare questo Paese impunemente

Roberto Pirani