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Chi non muore si rivede

6:45 pm Attualità, Editoriale

Ieri sono passati 5 anni dall’attentato terroristico alla stazione di Madrid, chi ci segue conosce di sicuro il forte impatto che politicamente ebbero le affermazioni di Aznar, quando cercò di condizionare la stampa nazionale sulla paternità degli attacchi. in quell’occasione pochi furono i giornali che cedettero a quelle pressioni anche perché i direttori ben sapevano che il gesto era inutile, infatti la notizia si diffuse tramite passaparola sia con sms che tramite internet. La Destra spagnola perse le elezioni nel giro di pochi giorni.

Dire che in Italia questo non succeda è ovvio, dire che non succederà mai è sempre un ovvietà ma forse non è del tutto vero. Nel 2001 ce lo si aspettava, l’intervista di Marco Travaglio a Satyricon avrebbe dovuto creare un casino, ci si aspettava metà dei candidati di forza Italia che facevano le valigie incluso il capo. Invece niente, io me li immagino in quei giorni che respiravano a mezzo fiato, come quando un equilibrista si accorge che sta perdendo l’equilibrio mentre cammina sulla fune. Il rischio era concreto, nessuno poteva fare nulla. bisognava sperare che il sistema tenesse, che tutto il lavoro fatto negli anni tenesse qualche giorno… ed ha tenuto. I complici di sempre, i giornalisti si sono autocensurati, e la cosa è sparita, piano piano è stata insabbiata. Tutti salvi loro, increduli noi. Di fatto iniziò la seconda parte del dominio.

Pio arriva il 2008, quarto governo Berlusconi, il pericolo si ripresenta, stavolta meno acuto, più subdolo e strisciante ma ormai definito: la rete sta prendendo forma.

La macchina di regime non è composta da sempliciotti. loro lo sanno che la rete non è come la televisione in cui la moda la fanno i Personaggi e pasta far tacere una cosa per qualche giorno per farla morire. Qui gli argomenti alla ribalta gli scelgono gli utenti di volta in volta, spesso non è possibile prevederlo con largo anticipo, e cose anche vecchie tornano inspiegabilmente a galla. Qui serve una strategia nuova.

Ed eccocela servita. È la tecnica che usano gli aerei in combattimento contro i missili, si lanciano delle esche tante esche, tutte simili tra loro. Levi, Cassinelli, Carlucci, D’Alia, Barbareschi: leggi più o meno demenziali con un obiettivo preciso, silenziare l’unica sacca di informazione libera. Leggi lanciate una dietro l’altra che camminano in parallelo, il popolo di internet le commenta le critica, è facile sono tutte uguali, ma piano piano alla fine una riuscirà ad arrivare alla fine. Sarà forse il caso dell’emendamento D’Alia? sembrava sparito, ma invece è stato approvato alla camera ed è tornato in senato per la lettura definitiva. Sembra che non ci sia più niente da fare, noi proveremo a fare l’ultima cosa che ci rimane: provare a sensibilizzare sul tema i senatori al fine di modificare l’articolo.

Enzo

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